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April 04 provano a toglierci anche l'anima...da sempre scenario su cui sperimentare i più improbabili ed illegittimi provvedimenti governativi, lo stadio sta per abbandonare la sua (naturale) configurazione di adrenalinico teatro d'entusiasmo e passione per lasciare il posto al triste e muto grigiore che le nuove leggi di questo ennesimo governo da repubblica delle banane vorrebbero far trionfare. le recenti norme finalizzate alla sicurezza negli stadi (e qui già una mezza risatina ci scappa...), ormai note a chi di calcio ne mastica a sufficienza, proseguono sulla strada del liberticidio già intrapresa a suo tempo dal ministro pisanu. la loro anti-costituzionalità è vergognosamente lesiva dei più fondamentali diritti del cittadino. rappresentano, per di più, un vile strumento repressivo che intende cancellare anni e anni di entusiasmo, impegno e orgogliosa appartenenza che hanno accompagnato il movimento ultras di tutte le realtà del nostro amatissimo ma decaduto gioco del calcio. non più striscioni allo stadio a colorare interi settori. non più un tamburo che si trascini dietro il calore di migliaia di sostenitori, magari galvanizzati da un gol che vale una stagione. non più bandiere agitate al vento a manifestare il vanto d'esser grossetani (o veronesi, frusinati, pisani... chi cavolo siete, insomma!). non più striscioni ironici da dedicare ai rivali. nemmeno più striscioni commemorativi di persone scomparse che venivano applauditi da tutto lo stadio. o semplicemente striscioni di incoraggiamento alla squadra chiamata a conquistare la vittoria. niente di tutto ciò sarà più possibile ammirare in uno stadio di calcio. adesso è il modello inglese che regna nella testa di chi ci governa. come se la cultura calcistica italiana fosse uguale a quella d'oltremanica tanto da giustificare l'assunzione di uno stile che oltre a non adattarsi affatto alla nostra realtà, non è neanche cosi' efficace nello stesso regno unito. ma la finta ignoranza dei politici li porta a non sottolineare questo aspetto. in italia una squadra che perde viene fischiata e lasciata sola. ma non dalla curva. l'unica a sostenere i propri colori fino alla fine. e anche oltre, a volte. l'unica a sobbarcarsi spese folli per seguire la propria fede in capo al mondo. l'unica a rappresentare lo stadio. sabato allo zecchini (per grosseto-massese) sarà una giornata strana. come già strana è stata la trasferta di domenica scorsa. non so quale sarà l'atteggiamento della nord a questo schifo che sta accadendo. so solo che provo un senso di tristezza enorme, che neppure la gioia per il primo posto del grifone riesce a smaltire. è la delusione di chi, ormai da anni, segue i biancorossi in ogni angolo del paese in cui giochi l'us grosseto 1912. che sia busto arsizio o gela. firenze o napoli. padova o foggia. ho girato kilometri per seguire questo amore. e con me quelle poche (spesso) o tante (più raramente) persone che con una sciarpa al collo e tanto fiato in gola han provato fino ad ieri a portare in alto il nome della nostra città. della nostra terra. senza dimenticare chi, sempre per illegittimi provvedimenti, ha dovuto patire "le pene dell'inferno", perchè costretto a stare lontano dal suo gruppo. dalla sua curva. dalla sua passione. "DIFFIDATI CON NOI" non potrà più apparire nei "nuovi" stadi di calcio. ma noi continueremo a cantarlo sempre. in nome di un ideale che in tanti ignorano, ma in cui in molti hanno la fortuna di credere. so anche che non saro' compreso da chi leggerà queste righe. ma è un pensiero che mi andava di inserire in questo blog da tempo abbandonato... ULTRAS D'ITALIA, NON MOLLATE! Comments (2)
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